Communication breakdown

4 Novembre 2009 Lascia un commento

communication breakdown

Argomento del giorno nella pausa caffé solitaria: la purezza dell’espressione. Roba forte, anche perché è stato un tragitto altamente ispiratorio quello odierno. Honda Civic da casa a Cologno Nord: venti minuti e rotti di puro controllo dell’andatura, ché ogni tanto mi piace fare il tassista (quelli che sanno fare i tassisti, beninteso) e guidare il più morbidosamente possibile. E’ bello. Poi, metropolitana: conclusione della lettura del secondo Malaussene di Pennac (“La fata carabina”), accompagnato da una playlist improvvisata ieri sera e dedicata ai Cure di “Kiss me x3″, “Disintegration” e “Wish”. Poi autobus con “Lo straniero” di Camus. Roba forte.

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Robert Smith comes of age?!!

3 Novembre 2009 Lascia un commento

Robert Smith The Cure

Una vera forza della natura, l’unico Cure-fu Panda che il mondo potrà mai vantarsi di avere avuto quando sarà dipartito. Ma per ora, strati extra di adipe a parte, Robert Smith sta una crema. O un fondotinta, o un mascara, o un rossetto sbafato, fate voi. Chiunque si senta ancora in dovere (o in potere) di salire su un palco conciato come il fu Gran Mastro Darkettone degli anni ‘80, a cinquant’anni suonati, è pericolosamente vicino a diventare un caso da enciclopedia medica.
Eppure lo fa. E tutto sommato fa anche bene a farlo. Perché se tanto gli davano del fricchettone tendenzialmente ricchione quando era un bell’ometto tra “Kiss Me Kiss Me Kiss Me” e “Disintegration”, perché diavolo dovrebbe smettere ora che i tempi bellissimi sono passati e chi ha dato ha dato ha dato etc. etc.? Quindi fa bene.

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Rubik’s Puzzle Galaxy: Rush, siate molto eccitati

3 Novembre 2009 Lascia un commento

rush_screen_2

“Puzzle video game fans now have every need to be excited”, in fede: Two Tribes. Motivo di tanta eccitazione da comunicato stampa? Rubik’s Puzzle Galaxy: Rush, solo il primo di una serie di progetti CubodiRubik-centrici che il team di sviluppo olandese prevede di realizzare per WiiWare. E insomma, con tutta la palta che arriva su WiiWare (o che viene annunciata per), quando ci sono due colori primari belli semplici su schermo, è davvero subito eccitazione.

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Arcadia: Combat School

2 Novembre 2009 15 commenti

Combat School Cologno Monzese Konami

Pioggia su quel di Milano. Non c’è clima più adatto a ripercorrere per l’ennesima volta il foglioso Viale delle Rimembranze. Anche perché se non lo fai nel giorno ufficialissimo delle salme, quando mai? E quindi: foglie gialle giù e coin-up. Che è una strepitosa battuta con errore strumentale: eh? Bella no? Eh? Comunque: Arcadia si occuperà, finché ne avrò voglia, dei posti in cui giocavo ai giochini del bar che mangiavano le monete fino a che sono esistiti nel nostro bellissimo Paese.
Il primo capitolo di quella che si preannuncia come un’opera dal respiro stratosferico (o perlomeno inter-quartiere) è dedicato a un gioco di cui veramente mi frega poco. E di un posto che tutto sommato non è che proprio proprio sia tra le mie mete preferite quando devo lamentarmi che i tempi belli se ne sono andati. Combat School, in zona Garden City.

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Zeros – 2005: Howl (Black Rebel Motorcycle Club)

1 Novembre 2009 Lascia un commento
Black Rebel motorcycle club howl

Howl (Black Rebel Motorcycle Club, 2005)

Intro: per la spiegazione del perché e del percome della peraltro deliziosa collana “Zeros”, si veda questo post. Per le puntate precedenti, cliccare qui.

Con quei capelli un po’ così, programmaticamente arruffati, Robert Levon Been avrebbe potuto mascherarsi da Robert Smith. La pagliacciata non sarebbe durata un granché, non oltre i primi due album, che già avevano poco a che spartire con i Cure. Un modo arzigogolato per dire che, al di là del “mood” qua e là vagamente disperato, i Black Rebel Motorcycle Club non hanno nulla da condividere con il panda darkettone d’annata. E mai avrebbero potuto supporre di averlo dopo “Howl”, il disco del 2005 che segna un distacco netto, ma non traumatico, dalle prime due produzioni e che, in particolare, riafferma violentemente (anzi, morbidamente) le origini 100% U.S.A. della band.

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Primo giro: Phrazes for the Young (Julian Casablancas)

31 Ottobre 2009 Lascia un commento
Julian Casablancas Phrazes for the Young

Julian Casablancas: smetterà mai di sembrare un quindicenne?

Opinioni che contano poco, quelle scaturite dal primo ascolto di un disco. Con la promessa di tornarci su se l’album vale la pena di un secondo, terzo, cinquantesimo giro. Apre i giochi “Phrazes for the Young”, primo esperimento solista della voce degli Strokes, Julian Casblancas.

Out of the Blue: il solito giro di chitarra perfettamente Strokes, inzuppato di batteria elettronica e con Casablancas pronto a far quel che sa fare: voce dal tono basso e ritmo da chiacchiericcio (à la Strokes, ancora) durante le strofe, per poi lamentarsi scazzosamente durante il ritornello. Non c’è un singolo motivo per cui “Out of the Blue” non dovrebbe comparire in un disco del gruppo di New York. Tralasciando forse la sola base ritmica plasticosa che abbandona del tutto quel minimo accenno di rockettino puro che si bullavano di avere gli Strokes almeno nei primi due album. Non male, stordente e illuminante come un’aranciata amara.
Left & Right in the Dark: l’inizio di una strepitosa sigla da cartone animato dei bei tempi, ma senza gli Oliver Onions. Il sintetizzatore o un suo amico vicino inizia fin da subito a emulare un battito di mani, perfetto per l’andatura della voce e per il ritmo “caruccetto” del pezzo. Ritornello pop e furbissimo, gioia di vivere controllata e un’altra cascata di batteria elettronica, a tratti vagamente insopportabile. Forse, però, è talmente kitsch che diventa già una bella canzone. Pure dando per accettabili i finti sospiri campionati.

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You, Me, and the Cubes (Wii)

30 Ottobre 2009 3 commenti
You me and the cubes wii ware

You, Me, and the Cubes (FYTO-Nintendo, 2009 - Wii)

Era tra gli annunci solo sussurrati dell’E3 dello scorso giugno: You, Me, and the Cubes è disponibile attraverso WiiWare da ormai qualche settimana, traslato sui server Nintendo con il marchio di quest’ultima, che svolge placidamente (troppo) il ruolo di produttrice della faccenda.
Di problemi, però, You, Me, and the Cubes ne ha più di uno e non solo l’utilizzo sconsiderato della punteggiatura. Ma a dirla tutta, non sono nemmeno nella posizione più utile per scriverne. Perché non l’ho giocato un granché: la noia ha vinto alla grandissima. Così come una certa fettona di frustrazione. Ma questo è soltanto un blog ed è oltretutto gratis, dato che nessuno si prende la briga di donarmi dei soldi con l’apposito modulo (in fondo a destra!). Quindi si può anche fare.

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Epic Mickey: Topolino, l’anti-eroe

29 Ottobre 2009 4 commenti
Epic Mickey Warren Spector Wii

Epic Mickey: esclusiva Wii firmata Junction Point

Già molto è stato scritto di Epic Mickey, almeno su questo onesto blog per mestieranti. E già molto è stato scritto senza saperne davvero nulla. Ma oggi è un giorno meglio, perché oggi Disney Interactive ha presentato il gioco a un (suppongo) nutrito nugolo di videogamesgiornalisti a Londra. Contestualmente ha messo a disposizione immagini, illustrazioni e un lungo comunicato stampa. Lascerò che sia quest’ultimo, assieme al materiale visualgrafico, a parlare. Fiato ai pennelli.

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FIFA 10 Vs. PES 2010 (per gli altri)

29 Ottobre 2009 Lascia un commento
FIFA 10 PES 2010 Kataweb

Grygera e Pato in uno Juve-Milan digitale (FIFA 10)

FIFA 10 e Pro Evolution Soccer 2010: la sfida può finalmente prendere il via. Con l’arrivo nei negozi di entrambi i titoli, da qualche settimana la comunità dei “videogiocatori professionisti” è tornata a dividersi. Antichi e nuovi dissapori e scontri tra chi ritiene tuttora imbattibile Pro Evolution Soccer 2010, il gioco di calcio giapponese prodotto da Konami e chi ha abbracciato la filosofia vincente dei canadesi di FIFA 10, prodotto da Electronic Arts. E se davvero esiste un vincitore, allora è davvero solo questione di sfumature e di punti di vista. Se solo nel calcio esistessero le vittorie ai punti…

(Leggi l’articolo completo su Kataweb.it)

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Squadra anticrimine Milano

29 Ottobre 2009 4 commenti
M2 atm garibaldi

Campionato di discesa libera all'inferno

C’è grande fermento sulla banchina. Alla stazione di Garibaldi qualcuno sta provando a usurpare la memoria dell’eroe dei due mondi, dichiarandosi ufficialmente ferito. Il capannello di gente non soffoca i versi (tra il gutturale e il diabolico) emessi dall’omino che, sdraiato a terra, cerca di sfuggire alla lunga mano della legge abbracciando il pavimento delle metropolitane milanesi. Scelta tutt’altro che saggia, ne converrete.
Si rincorrono le voci, a me è appena finito il disco sull’iPod e quindi avrei anche tutte le possibilità tecniche di avvicinarmi e provare a intercettare la verità. Ma dello sbriciolamento molesto della brioche sul cappotto e quella voglia di fare il superiore mi trattengono. Giusto un paio di passi laterali: vado di strafe giusto un po’ più alla mia destra, comunque a cinque o sei metri di distanza dalla one (mica troppo) big mob. Il tizio abbraccia la sua nuova vita costellata da infezioni alle vie respiratorie e funghi da sottobosco, mentre recita la sua litania: “io che fatto di male?”. Una signora, che definirei “ragazza” ma non vedo perché fare sconti,  lo guarda fingendosi ancora mezza sottosopra e con un sorrisino taglia corto: “eh… cosa hai fatto…”.
Ma non c’è tempo, qualcuno ha già chiamato da qualche minuto la polizia (miracoli dei ripetitori piazzati sotto terra – o quel che sono), il prossimo coinvoglio arriva e per fortuna è pur sempre su rotaia, perché il conducente si gira chiaramente a guardare il tizio a terra mentre scorre col suo treno verso l’altro estremo della banchina. Prima che le porte si chiudano c’è ancora spazio per qualche mugolio malamente sommesso, sufficiente per spingere qualche testa a far capolino dalle porte della carrozza che si è fermata proprio di fronte al luogo del crimine.
E tutto questo per dire: oh, che due palle cubiche quando non c’è nemmeno un posto a sedere né sul treno, né sulla metropolitana. Il post sul disco di cover di Peter Gabriel, sulle sparate di Scott Weiland e sul nuovo trasparentissimo singolo dei Foo Fighters è rimandato.

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