Primo giro: Phrazes for the Young (Julian Casablancas)

Julian Casablancas: smetterà mai di sembrare un quindicenne?
Opinioni che contano poco, quelle scaturite dal primo ascolto di un disco. Con la promessa di tornarci su se l’album vale la pena di un secondo, terzo, cinquantesimo giro. Apre i giochi “Phrazes for the Young”, primo esperimento solista della voce degli Strokes, Julian Casblancas.
Out of the Blue: il solito giro di chitarra perfettamente Strokes, inzuppato di batteria elettronica e con Casablancas pronto a far quel che sa fare: voce dal tono basso e ritmo da chiacchiericcio (à la Strokes, ancora) durante le strofe, per poi lamentarsi scazzosamente durante il ritornello. Non c’è un singolo motivo per cui “Out of the Blue” non dovrebbe comparire in un disco del gruppo di New York. Tralasciando forse la sola base ritmica plasticosa che abbandona del tutto quel minimo accenno di rockettino puro che si bullavano di avere gli Strokes almeno nei primi due album. Non male, stordente e illuminante come un’aranciata amara.
Left & Right in the Dark: l’inizio di una strepitosa sigla da cartone animato dei bei tempi, ma senza gli Oliver Onions. Il sintetizzatore o un suo amico vicino inizia fin da subito a emulare un battito di mani, perfetto per l’andatura della voce e per il ritmo “caruccetto” del pezzo. Ritornello pop e furbissimo, gioia di vivere controllata e un’altra cascata di batteria elettronica, a tratti vagamente insopportabile. Forse, però, è talmente kitsch che diventa già una bella canzone. Pure dando per accettabili i finti sospiri campionati.
















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