Robert Smith comes of age?!!

Una vera forza della natura, l’unico Cure-fu Panda che il mondo potrà mai vantarsi di avere avuto quando sarà dipartito. Ma per ora, strati extra di adipe a parte, Robert Smith sta una crema. O un fondotinta, o un mascara, o un rossetto sbafato, fate voi. Chiunque si senta ancora in dovere (o in potere) di salire su un palco conciato come il fu Gran Mastro Darkettone degli anni ‘80, a cinquant’anni suonati, è pericolosamente vicino a diventare un caso da enciclopedia medica.
Eppure lo fa. E tutto sommato fa anche bene a farlo. Perché se tanto gli davano del fricchettone tendenzialmente ricchione quando era un bell’ometto tra “Kiss Me Kiss Me Kiss Me” e “Disintegration”, perché diavolo dovrebbe smettere ora che i tempi bellissimi sono passati e chi ha dato ha dato ha dato etc. etc.? Quindi fa bene.

Mr. Smith al Coachella Festival (aprile 2009)
Nel suo essere assolutamente una figurina degli Sgorbions, è tanto naif e ingenuoto e morbidone pelosotto che un abbraccio glielo daresti sempre. Se solo si riuscisse a chiudere la circonferenza con le braccia, beninteso. Il sito ufficiale dei Cure è il baretto interattivo dove potete trovarlo intento a farsi i fatti suoi. Da sempre e per ovvi motivi stilistico/sensibili vicino come pochi al proprio pubblico, Smith tiene in piedi la sezione “notizie” di TheCure.com. Insomma, scrive quasi sempre lui. Non troppo, perché punta alla qualità.
Negli anni recenti ha regalato perle a profusione. Solo nella scorsa stagione, in occasione del lancio dell’ultimo album (“4:13 Dream”) è riuscito a insultare la sua casa discografica e iTunes per il prezzo di alcuni pezzi, nonché lo stampatore dell’edizione su vinile perché ci metteva troppo adducendo scuse ad minchiam. Ha poi osato mettere in dubbio l’utilità universale del modello-Radiohead (musica gratis) e apriti cielo, giù post fiume per ribattere ai giornalisti d’oltremanica.
Il tutto come? Sempre scrivendo tutto in maiuscolo, benedetto panda! Utilizzando la punteggiatura con una libertà tale che è concessa solo a chi sai che a scrivere è talmente avanti che può sinceramente fare quel che gli pare. Oppure, caso recente, dimostrandosi non del tutto abile nello scovare risorse su internet. O nei suoi archivi personali.

Questa viene fuori cercando "Robert Smith" con Google. Davvero
Qualche settimana fa annuncia la pubblicazione, prevista per la primavera del 2010, dell’edizione Deluxe Remastered di “Disintegration” a ventun’anni dall’uscita originale, elargendo un certo stupore nel titolo della notizia (“Disintegration comes of age?!!”) e quindi affidandosi a una giga immagine a risoluzione ignobile del suo stesso disco. La tenerezza fatta vip in pantofole. E poi continua… continua col suo maiuscolo per seicento righe e lascia in fondo la notizia che, sempre nel 2010, arriverà (finalmente!) la versione in DVD dello splendido concerto a Orange del gruppo (1984? E il Blu-ray?). Sottolineando appena per sbaglio che nella versione SuperLusso del “Disintegration” di cui sopra ci sarà anche l’intero “Entreat” (originariamente pubblicato nel 1991), arricchito per l’occasione da qualche traccia bonus. E poi la semi promessa di un “Mixed Up #2″ e altri errori a caso.
Cinquanta piani di morbidezza.
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